Donatella Arione

STRÓP

Stróp [ pronuncia/strup ] (s.m.): gregge
Nel maggio del 2016 mi ritrovai davanti ad un piccolo gregge di pecore belanti e un po’ “stralunate”. Che buffe, pensai. Poi mi dissero che si chiamavano Langhette, o Pecore delle Langhe, e mi raccontarono la loro storia...

All’inizio del ‘900 in Langa quasi ogni famiglia possedeva almeno un paio di Langhette: l’allevamento stanziale e la triplice attitudine - latte, lana, carne - ne facevano un animale in grado di offrire auto sostentamento e la possibilità di guadagnare qualcosa vendendo i formaggi prodotti in casa nei mercati di paese. Ciascuna famiglia aveva la propria ricetta “segreta”. L’allevamento di questa pecora rientrava tra le abitudini quotidiane e quasi ne scandiva le giornate. Nel primo dopoguerra si contavano più di 45000 capi.
Ma le cose cambiarono in fretta e le Langhette diminuirono fino a essere dichiarate, nel 2000, razza a rischio estinzione. Una prima crisi fu sicuramente dovuta al boom dell’industrializzazione e del successivo inurbamento. Dopodiché si aggiunse la burocrazia che rese sempre più difficile mantenere, anche solo ad uso famigliare, il proprio gregge. Le pecore stavano sparendo e con loro anche una tradizione di allevatori e produttori di formaggi che custodivano un patrimonio enorme.
Mentre l’Alta Langa sembrava andare incontro a un inevitabile spopolamento, una nuova generazione di persone lasciava le città, rinunciando a lavori sicuri e ad una mentalità pervasa dalla filosofia del “tutto e subito” alla ricerca di uno stile di vita nuovo, lento, legato alle stagioni e alla riscoperta delle tradizioni. Questa generazione stava cercando un posto dove poter ridare dignità a un mestiere profondamente radicato in queste zone, salvandolo dall’oblio.

Nell’aprile del 2018, incuriosita dalle Langhette e affascinata da chi aveva avuto il coraggio di cambiare rotta alla propria vita, ho iniziato il mio viaggio fotografico tra le colline dell’Alta Langa.
Ho incontrato nove magnifiche persone, allevatori e allevatrici, che mi hanno permesso di entrare nelle loro giornate e mi hanno trasmesso la loro passione.
Ognuno di loro ha una storia diversa, solo pochissimi hanno portato avanti una tradizione di famiglia. La maggior parte è come se avesse risposto a una chiamata, quella di cercare i segreti dimenticati fra queste colline per farli rifiorire, riscoprendo un’agricoltura sostenibile e una produzione non di massa bensì legata all’unicità e alla tipicità.
Oggi, 2019, la strada è ancora in salita. Il numero di pecore sta lentamente crescendo ma il rischio di estinzione non è affatto scongiurato. Le preoccupazioni sono ancora molte - la mancanza di certezza della continuità della specie, i predatori selvatici, la difficoltà nel far conoscere i propri prodotti, la complessità nel fare gruppo e unire le forze tra allevatori - ma nessuno di loro ha intenzione di mollare e, soprattutto, nessuno si è pentito della scelta fatta.

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